Case in Vendita

Porto sicuro. Luogo amico. Custode di ricordi. Il rapporto che lega alla casa travalica la sfera funzionale. Subentra, infatti, una componente emotiva. Dentro le quattro mura si trascorre, tendenzialmente, gran parte della vita. E svilupparci un legame affettivo è così naturale. Ci sono due macrocategorie: le abitazioni uni e plurifamiliari. Come dicono le parole stesse, indicano la capacità di contenere uno o più nuclei familiari. Le unifamiliari, appunto, isolate e circondate da uno spazio verde privato, richiedono, giocoforza, un uso consistente di suolo e condutture per i servizi. Sono caratteristiche nelle aree a densità abitativa estremamente bassa (paesi e periferie). Per realizzarle si sostengono costi elevati, tra produzione e manutenzione. Gli edifici a più alloggi prevedono un ingresso indipendente e riuniscono tre tipologie:
- alloggi abbinati, che condividono un muro perimetrale, mentre gli altri tre sono liberi;
- raggruppati, che consistono in 4 appartamenti affiancati tra loro affinché ciascuno abbia in comune 2 muri perimetrali, 2 liberi ed accessi diretti ed indipendenti;
- sovrapposti, normalmente impiegati nei casi dove l’abitazione è in pendenza, presentano un appartamento sul piano terra, comunicante direttamente all’esterno con il livello stradale, ed un altro al 1° piano, cui si accede mediante una scala indipendente.
Infine, nelle unifamiliari figurano le case associate a schiera: risalenti al modello medievale, hanno fatto nuovamente capolino per venire incontro alle esigenze di chi, pur con budget limitato, desidera indipendenza. Sono sviluppate su 2 o 3 piani: inferiore, adibito a zona giorno, superiore, a zona notte, e, in aggiunta, il piano seminterrato o interrato. I muri perimetrali sono comunicanti. In città i costruttori ricorrono, per la quasi totalità, alle case plurifamiliari. Si parte dalle isolate, libere da ogni lato. Ma con al centro una zona di ingresso comune, tipicamente impiegata come vano scala-ascensore. Nella casa torre, costituita da organismi abitativi elementari, gli affacci vengono ripartiti su più fronti e piani, collegati fra loro da scala comune e ascensore. Le case plurifamiliari contigue derivano dall’aggregazione di almeno due palazzine unifamiliari. Il numero di piani, per quelle in linea, va da tre fino a sei: per ognuno può esserci un minimo di due a quattro e più alloggi, il vano scala è in comune. Vari appartamenti collocati su diversi piani formano le case plurifamiliari contigue a blocco. A raggrupparli un cortile scoperto, con diversi accessi verso le residenze. Nella terza, e ultima, classe contigua, detta di ringhiera, i ballatoi fungono come spazi comuni per passare da diverse stanze o, nel caso di un condominio, accedere alle singole unità abitative. Infine, le case collettive contengono diverse cellulare abitative e, possibilmente, anche locali (ristoranti, ecc.). Rispetto all’affitto, l’acquisto è preferibile, anzitutto per il valore affettivo, già richiamato in apertura, soprattutto se viene messa su famiglia. Inoltre, investire sulla casa significa disporre di beni patrimoniali, una garanzia per l’eventuale futura rivendita. Sempre per quanto riguarda le garanzie, non c’è sfratto. Chi acquista la prima casa può godere di agevolazioni fiscali. Stipulando un accordo col costruttore, l’Iva scende al 4% (anziché del 10%), e il pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale è forfettario, pari a 200 euro ciascuno. Con accordo raggiunto tra privati, l’imposta di registro vede un’aliquota diminuita al 2%, e il pagamento dell’imposta catastale è pari, in misura fissa, a 50 euro. La casa non deve essere considerata di lusso e il beneficiario ha tempo 18 mesi per risiedervi. Recentemente, la normativa è stata ampliata, concedendo un trattamento favorevole al nuovo immobile. Purché quella vecchia, acquistato usufruendo delle agevolazioni, venga venduta entro un anno. Altrimenti non solo gli incentivi evaporeranno, ma, oltre alle maggiori imposte e ai relativi interessi, scatterà una multa del 30%.