Terreni in Vendita

Scelta di vita, fonte di guadagno o magari entrambe le cose: acquistare terreni agricoli conviene per diversi motivi. La rivalutazione della campagna è in pieno svolgimento. Tra chi desidera ritagliarsi un piccolo paradiso antico, dove trascorrere i fine settimana, e nuovi imprenditori, che vedono nella terra come fonte di sostentamento. In passato declassata, la storia recente insegna a tributarle il dovuto rispetto. Sulla terra si è basato il boom economico del dopoguerra. E, per scacciare una crisi persistente, potrebbe ancora rivelarsi un’infallibile alleata. Il terreno agricolo genera potenzialmente una rendita attiva o passiva: nessuno impedisce di concederlo in affitto a persone più esperte. Anche col solo possesso ci si mette in qualche modo al riparo da eventuali tracolli economici. In merito all’effettivo impiego, la lista delle attività è quanto mai assortita e articolata. Dare in affitto l’orto, tanto per cominciare, è un’opportunità profittevole.

Con campagne informative gli enti specializzati nella materia hanno educato il consumatore medio a distinguere, e apprezzare, l’agricoltura biologica naturale. Né fertilizzanti né fitofarmaci intaccano il raccolto, di alta qualità e sostenibile per lo stesso ecosistema. Roteando le culture, intervallate da necessario riposo, la fertilità del terreno viene mantenuta e sviluppata. E si evita il più possibile l’inquinamento del suolo, dell’aria e dell’acqua. Rinunciare a organismi geneticamente modificati, così come ai concimi, diserbanti e insetticidi è senz’altro salutare. Allettante per coloro che intendono portare in tavola ortaggi di cui conoscono la provenienza, magari coltivandoli personalmente. Uno spazio se lo sono ritagliati i cosiddetti orti didattici. Qui i bambini possono piantare semi, veder crescere le piante ed osservare il corso della natura.

La coltivazione estensiva classica esiste ancora. Per ricavare cerali, verdure e frumenti è essenziale disporre di uno spazio adeguato. In parallelo, il frutteto genera rendite nel breve termine. A lungo raggio avviare il business sui legni pregiati è potenzialmente molto redditizio. Le piante officiali trovano, a loro volta, ampio impiego alimentare, cosmetico e terapeutico: ne derivano anche oli essenziali e polveri. Oltre al tipico utilizzo, il terreno è uno spazio congruo per allevare animali, ospitare camper, organizzare aree picnic. Impianti fotovoltaici medio-grandi, inizialmente dispendiosi, producono energia elettrica immediatamente sfruttabile dalla comunità che vive nelle vicinanze. E supporta attività ago-pastorali preesistenti, il ripristino dell'attività agricola e l'incremento della biodiversità. A livello tributario, coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale, si avvalgono di agevolazioni fiscali, note come Piccola Proprietà Contadina (P.P.C).

L’imposta di registro e l’imposta ipotecaria vengono conteggiate in misura fissa (200 euro cadauna), mentre l’imposta catastale è soggetta ad un’aliquota ridotta dell’1%. Per trarne godimento, ai requisiti succitati, si aggiunge l’obbligo di coltivazione diretta del fondo acquistato per almeno 5 anni. Gli incentivi si concretizzano così: imposta di registro di 200,00 euro in misura fissa, indipendentemente dal valore del bene acquistato; imposta ipotecaria di 200,00 euro in misura fissa, indipendentemente dal valore del bene acquistato; imposta catastale pari all’1,00% del valore del bene acquistato; imposta di bollo esentato per l’atto di compravendita e le relative copie. Nell’imposta di registro confluiscono le imposte di trascrizione ipotecaria catastale, bollo e tributi speciali che, dunque, non andranno più pagati. La legge di stabilità ha inoltre ammesso moglie e parenti in linea retta, ancorché non iscritti alla previdenza agricola, a condizione che risultino già proprietari di un terreno agricolo. I terreni edificabili sono trattati differentemente, a seconda che il soggetto sia un privato o soggetto IVA. In particolare, il privato deve versare le imposte di registro pari al 9% sul valore fiscale, ipotecaria e catastale di 50 euro ciascuna. I soggetti IVA vanno incontro alle seguenti spese: imposta di registro 200 euro; imposta ipotecaria 3% sul valore fiscale; imposta catastale 1% sul valore fiscale; tassa ipotecaria 35 euro; tassa catastale 55 euro; bollo 230 euro.